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INTERVISTA A UN DIFENSORE DELLA COSTITUZIONE

Mauro Volpi, illustre giurista ed ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura

Mauro Volpi è considerato uno dei grandi giuristi del nostro paese. È stato professore di Diritto Costituzionale all’Università di Perugia, direttore della Facoltà di Giurisprudenza e, dal 2006 al 2010, membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura. Durante le sue lezioni, che dirige in modo equilibrato e pacato, non esita mai ad appassionarsi ed accendere discussioni sui temi d’interesse quotidiano. Per tutta la vita, Mauro Volpi è stato un grande sostenitore del ruolo del parlamento, e un difensore irriducibile dei diritti degli ultimi, delle minoranze e degli emarginati. Lo abbiamo incontrato per parlargli di #ascuoladieroi, e gli abbiamo fatto qualche domanda.

Professore, lei è favorevole all’introduzione dell’educazione civica come insegnamento scolastico specifico, orientato soprattutto ai principi, ai diritti e ai doveri contenuti nella Costituzione?

Assolutamente sì. Perché in passato l’educazione civica spesso non veniva svolta oppure era svolta in modo generico e superficiale. È fondamentale educare i giovani in modo che possano diventare cittadini pienamente coscienti dei principi e dei valori che caratterizzano la Costituzione. Tanto più in un periodo come il nostro in cui c’è la tendenza a prescindere da quei principi.

Lei ha insegnato principalmente nelle università, ma ha fatto parecchie lezioni anche nelle scuole primarie e secondarie, cos’ha trovato nelle nuove generazioni?

Nei giovanissimi ho trovato sentimenti contrastanti, sicuramente c’è una parte consistente degli studenti che sembrano amorfi o passivi. Ma quegli studenti, di fronte ad alcune lezioni del nostro passato, e ad alcuni temi presenti, si scuotono. Ho trovato spesso una partecipazione accesa, fatta di numerosi interventi e domande. L’ultima lezione che ho tenuto, ad un’aula magna piena di duecento studenti, riguardava il femminicidio. Tutti sono rimasti fino alla fine, e in molti hanno partecipato attivamente. Se si toccano le corde giuste e si riesce a interessare i giovani il riscontro è immediato e positivo. E comunque, è ciò che va fatto.

Qual è il suo articolo preferito della Costituzione, e perché?

Ce ne sono molti, ma se devo essere sincero con la mia storia devo rispondere l’articolo 3. Ovvero l’articolo che fa riferimento alle dignità sociali e all’eguaglianza di tutti fronte alla legge. In quell’articolo, al secondo comma, c’è il riferimento – fondamentale – all’uguaglianza sostanziale. Esso impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona e la piena partecipazione dei lavoratori alla vita politica economica e sociale del paese. Questa è la sfida più importante, soprattutto per noi che viviamo sulle spoglie della crisi del 2008, che ha determinato grandi fenomeni di impoverimento e diseguaglianze sempre più forti e che diventano, francamente, intollerabili.

Può l’uguaglianza culturale mitigare la disuguaglianza economica e sociale?

Io credo di sì. E credo che questa sia una scommessa fondamentale. Ricordo qui l’articolo 34 della Costituzione, che dice che tutti gli studenti meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i più alti livelli di studio. Questo è il merito. Non la meritocrazia, che è un termine ambiguo. Tutelare il merito significa dare a tutti le stesse chance, e per farlo è necessario prevedere un eguale situazione di partenza. In altre parole, significa dare a tutti i giovani le stesse possibilità di essere meritevoli. E nel verificare il valore, la scuola dev’essere garante. Ma ci vuole un intervento pubblico, dato che la scuola pubblica è obbligatoria. Ci dev’essere un intervento economico molto più significativo dello Stato nell’educazione, nella scuola, nell’università e nella ricerca. Perché, purtroppo, oggi siamo quasi ultimi in classifica.

Arnaldo Liguori, classe 1992. Un po’ piemontese, un po’ ligure e un po’ romagnolo, si è laureato in mass media e politica a Forlì – dove ha conosciuto Pensiero e Azione. Ora studia per diventare giornalista alla Scuola di Giornalismo di Perugia.

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